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Storia di un’asta

Il 7 dicembre del 2000 la chitarra Esteve, serie IGR07 97, fabbricata da maestri liutai spagnoli a Valencia, del peso di 1500 gr. circa, si trovava in esposizione nello stand di Emergency in Piazza Duomo a Milano.

Lo strumento, messo all’asta per conto della QXL, la casa d’aste londinese con filiali anche in Italia, era appartenuto a Fabrizio De Andrè e donato dalla famiglia del cantautore genovese all’associazione fondata da Gino Strada a poco meno di due anni dalla sua scomparsa.

Il ricavato dalla vendita sarebbe stato utilizzato per costruire un ospedale a Goderich, un quartiere periferico di Freetown, capitale dello stato africano della Sierra Leone, dove si era appena conclusa una lunga e sanguinosa guerra che aveva stremato il paese, uno dei tanti conflitti dimenticati.
Dopo alcuni giorni, l’asta aveva raggiunto la cifra di sei milioni di lire quando in Via del Campo successe qualcosa di incredibile; Gianni Tassio, il titolare di uno storico negozio di musica, legato a Fabrizio De André da personali ricordi e trascorsi di gioventù, divenne il “capitano coraggioso” di una cordata di commercianti della celebre strada cantata da Faber in una canzone che è ormai un simbolo e che erano decisi ad aggiudicarsi il mitico strumento.

Da quel momento la notizia si fece strada in città, a Genova, ed accadde qualcosa di incredibile, la “mobilitazione” spontanea cominciò a coinvolgere un numero sempre crescente di persone che dopo il rilancio all’asta di Gianni delle prime 500.000 lire cominciarono ad affollare il negozio per contribuire alle offerte perché la chitarra di Fabrizio De André, quella che lo accompagnò negli ultimi concerti pochi mesi prima che se ne andasse, rimanesse a Genova, simbolo di un suo “figlio” illustre rimasto nei cuori di tutti.

In questa avventura che mobilitò un’intera città, furono protagonisti, come in molte delle canzoni di Faber, dai cittadini comuni, agli ultimi, alle autorità, al mitico club genoano “Ottavio Barbieri”, un’enorme folla stretta intorno a Gianni e alla sua sua geniale e nobile iniziativa.
Da questo momento in avanti la storia è ormai nota a tutti, e nel nome di Genova si va avanti al punto che viene aperto un conto corrente presso una filiale della CARIGE (Cassa di Risparmio di Genova e Imperia) ribattezzato “Bocca di Rosa” sul quale versare le offerte perché l’asta proceda.
Anche a Milano, i responsabili di Emergency, Ketty Agnesani in testa, cominciano a fare il tifo per Genova, sorpresi dalla mobilitazione spontanea e crescente da parte della città natale di Fabrizio.
Nel frattempo anche la stampa nazionale comincia a parlare dell’iniziativa che coinvolge ed appassiona tutti i fans di Fabrizio De André in tutta Italia e sono in molti a venire a Genova, in Via del Campo, nel negozio di Gianni Tassio.
Tra il 25 Dicembre 2000 e il 1° Gennaio 2001 gli aspiranti acquirenti si materializzano “on line”, la situazione dell’asta si modifica rapidamente, Simon76 rilancia pericolosamente e lascia tutti con il fiato sospeso.
A Genova però non ci si perde d’animo, le offerte continuano, il telefono di Gianni Tassio continua a squillare, chiamano da ogni parte d’Italia, anche i “Genovesi” che vivono lontani ma continuano a portare nel cuore la Superba…da Genova ci si può anche allontanare ma prima o poi si torna anche perché ti assale la nostalgia, intensa, che ti prende allo stomaco, che ti fa stare male.
Nel negozio di Via del Campo una folla impaziente vuole sapere che cosa accadrà, se la chitarra di Faber rimarrà a Genova, l’andirivieni è continuo, giornalisti, curiosi, gente comune, sono gli ultimi giorni di attesa.
Si è giunti, grazie ai contributi di tutti, semplici cittadini, istituzioni, autorità costituite alla incredibile cifra di 100.000.000 di lire, un’offerta difficile da superare, si pensa, e quasi a Genova ci si prepara alla grande festa, anche Gino Strada, sua moglie Teresa e Ketty Agnesani che ha seguito l’intera vicenda.
Il bussolotto di Emergency, nel negozio di Via del Campo continua a riempirsi, spiccioli, banconote, un simbolo dell’amore dei Genovesi per Fabrizio, a dispetto di chi allude spesso pesantemente alla tirchieria dei concittadini di Faber; la cifra raccolta sarà devoluta ad Emergency per la realizzazione dell’ ospedale in Sierra Leone, un sogno destinato a tradursi in realtà.
Ed eccoci all’ultimo giorno dell’asta, quello decisivo, e in un clima piovoso e grigio tutti sono pronti al gran finale.
I contendenti più pericoloso sono un miliardario ligure residente in Germania che si firma Von.bite.it e Simon76, di cui si ignora ancora l’identità ma che ci si azzarda a pensare che possa chiamarsi Simone ed essere nato nel ’76.
Il 6 gennaio del 2001 Gianni e tutti coloro che gli sono vicini si ritrovano in Via del Campo, davanti al computer che visualizza lo stato dell’asta e c’è ancora incertezza circa la possibilità di poter usufruire dei proventi di alcune offerte fatte da enti pubblici per le solite questioni fiscali, speriamo bene!
On line i rilanci si susseguono e compare demian64.it e si arriva a quota 100.200.000 lire, la chiusura dell’asta è prevista per le 15.00 secondo l’ora londinese, per le 16.00 in Italia; gli ultimi due rilanci hanno disorientato un po’ tutti a Genova. Nella tarda mattinata il negozio di Gianni è gremito di gente, giornalisti, emittenti televisive, autorità, amici, sconosciuti e in quella confusione la tensione cresce quando Simon76 rilancia a 150.000.000 di lire, sono le ore 14.00.
In Via del Campo si era arrivati a 113.000.000 e i soldi per superare l’ultima offerta dell’ignoto contendente non ci sono, o si riescono a trovare o sfumerà un sogno, questa volta per sempre.
Da queste parti non si è mai vista tanta gente, il negozio, la piazzetta antistante, ed è un gran vociare, un sussulto continuo, non possiamo perdere la chitarra di Fabrizio, così, all’ultimo minuto.
Siamo alle battute finali, quando un intervento provvidenziale sembra risolvere definitivamente la situazione e farci tornare tutti a tirare un sospiro di sollievo,
Ad un minuto dalla fine Via del Campo è a quota 168.000.000 come offerte, Simon76 rilancia e siamo a 168.300.000, le ultime 200.000 lire arrivano sul filo del “rasoio”, bisogna fare presto, non sappiamo nemmeno se il sito QXL prenda l’ultimo rilancio…un invio e improvvisamente tutto sembra in stato di “sospensione”, la schermata non cambia.
C’è stata un’interruzione sullo schermo del portatile da cui si è tanto lavorato per realizzare un sogno e finalmente ecco il risultato, agognato ma ormai quasi inaspettato…”congratulazioni da QXL”, sotto il messaggio il nome del vincitore e la cifra finale dell’asta: VIA DEL CAMPO 168.500.000 di lire.

 

Il resto è storia ormai qui dalle nostre parti, un “esultate” a 360°, con tanto di urla, abbracci, baci, cappelli lanciati in aria e la festa ha inizio, nel giorno dell’Epifania più memorabile nella storia della via, a soli 8 giorni dal secondo anniversario della scomparsa di Faber.
Quarantuno quotidiani riportano la storia di una conquista che ha accomunato tutti a Genova, un richiamo a cui è stato impossibile non rispondere, un sogno che ha assunto i contorni ben definiti della realtà e che diventa completo con la visita di Simone Callegari, allora ventiquattrenne studente imperiose, il “mitico” Simon76, che si reca in Via del Campo a rendere omaggio al “capitano” coraggioso che ha dato anima all’impresa.
La sera del 6 Gennaio 2001 passa agli annali della storia cittadina, è il momento più solenne della festa presso lo storico edificio della Commenda di Pré, con la consegna della chitarra di Fabrizio De André da parte di Ketty Agnesani, incaricata per Emergency di seguire l’asta fin dall’inizio.

Finalmente possiamo tirare tutti quel respiro di sollievo che per tante settimane abbiamo trattenuto.
Ed è l’apoteosi, la chitarra di Faber è qui, con noi, con Gianni che non riesce a trattenere le lacrime; sul palco della Commenda si avvicendano in molti, dai conduttori della serata, alle autorità, agli artisti che la imbracciano per la prima volta emozionati e quando da Emergency arriva la conferma che l’ospedale che sarà costruito in Sierra Leone porterà il nome di Fabrizio De André e che una corsia sarà intitolata proprio “Via del Campo” l’ovazione è generale, e nei nostri occhi, a ricordarci quell’avventura felice che ci ha resi così orgogliosi da farci sentire tutti “Genovesi” anche se le nostre ascendenze qualche volta ci tradiscono, c’è il gesto di un amico indimenticabile, che alza le braccia verso il cielo con la mitica Esteve.

 

Questa era la cronaca di un’asta ritenuta da molti impossibile.
Quello che vedrete dopo, è la dimostrazione che l’impossibile non esiste.

 

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